Militare

Category Archive Militare

Semovente da 90/53

La storia
L’esigenza di poter disporre di un pezzo controcarro efficace si fece sentire sin dal 1941, quando i pezzi in dotazione al Regio Esercito perlopiù da 47/32 si trovarono a fronteggiare i carri russi T34.
Si era constatata l’efficacia del pezzo da 88 tedesco, sia sul fronte africano sia su quello orientale, perciò si pensò di utilizzare l’ottimo pezzo contraereo da 90/53, una delle armi meglio riuscite nell’arsenale italiano dell’epoca. Si decise di utilizzare lo scafo dell’ M14/41 dato che lo scafo del più pesante e, sicuramente più adatto, era ancora in fase di studio.
Il primo esemplare pronto per le prove di tiro fu consegnato il 5 marzo1942 e da subito si constatò l’ottima prestazione del pezzo e l’errata scelta dello scafo che risultò inadatto a sorreggere il peso del cannone. L’ordine fu quindi limitato a soli 30 esemplari in attesa di poter disporre di uno scafo più consono. Furono approntati tre gruppi ciascuno costituito da tre batterie di quattro pezzi ciascuna, più sei pezzi da utilizzare per l’addestramento. All’imminenza dello sbarco alleato in Sicilia i tre gruppi, sotto al dipendenza del XII Corpo d’Armata, furono dislocati nel settore Calatafimi-Salemi-Caltanissetta. Qualche giorno dopo lo sbarco il 161° e il 163° gruppo affrontarono il nemico nella zona di Portella Recattivo subendo pesanti perdite (14 pezzi su 16) soprattutto a causa del pesante fuoco di controbatteria. Il 162° fu smembrato per operare in supporto alla difesa costiera e a reparti tedeschi e gli ultimi due pezzi, ormai privi di munizioni furono abbandonati a Messina.
L’ultimo semovente da 90/53 sopravvissuto fino ad oggi è quello esposto all’Aberdeen Proving Ground in America.

Il modello
Il modello da 90/53 della Cri.el è piuttosto ben fatto anche se necessita di qualche ritocco dovuto perlopiù allo spessore della resina che risulta, soprattutto per quanto riguarda la scudatura del cannone, piuttosto fuori scala.
Ho ricostruito i pezzi dello scudo con plasticard da 0.5mm in base ai disegni che ho trovato su un vecchio Model Time in un articolo di un mio amico e socio del GPF, che aveva autocostruito il mezzo, Marco Tozzi, che mi ha fornito una mole immensa di materiale fotografico del modello.
Per la rivettatura ho utilizzato delle piccole gocce di vinavil posizionate con uno stuzzicadenti.
Ho sostituito i cingoli con quelli prodotti dalla Model Kasten per l’ M13/40 e devo dire che mi hanno dato qualche problema sulla ruota dentata del carro.
I portelli hanno una forma sbagliata dato che nel mezzo vero erano rettangolari e non quadrati ma ho deciso di non impazzire nel sostituirli.
Il resto del modello non ha presentato particolari difficoltà.
Purtroppo dopo un paio d’anni dalla costruzione del modello la resina ha risentito del calore estivo piegando la canna del pezzo con un’effetto piuttosto brutto.

La colorazione
Ho dato una passata di Primer spray della Tamiya in modo da uniformare le superfici da verniciare e al contempo verificare l’assenza di imperfezioni di montaggio.
Per la colorazione ho utilizzato i colori della Lifecolor relativi al set per l’esercito italiano.
Fondo giallo sabbia e chiazze ( amebe ) marrone rossiccio e verde scuro.
Sul mezzo è stata data un’abbondante passata di tempera nera e terra di Siena diluite con il latte (la caseina contenuta nel latte aumenta l’adesione del colore sui particolari più piccoli e una volta asciugato è molto più difficile da togliere).
Prima che la tempera fosse del tutto seccata ho effettuato un lavaggio con un cotton fioc imbevuto d’acqua per lavare selettivamente la tempera in eccesso.
Per le lumeggiature ho utilizzato i colori di fondo schariti progressivamente con del bianco a “pennello asciutto”.
I cingoli sono stati colorati in color ruggine e metallo brunito nei punti di sfregamento.
Per le targhe ho usato quelle contenute in un vecchio Kit dell’ Italeri sull M13/40.

Considerazioni finali
Il modello ha richiesto circa 30 ore di lavoro.
Purtroppo il mio progetto originale prevedeva un diorama ambientato in Sicilia poco prima dello sbarco ma il calore estivo ha dato un duro colpo al mezzo che si è “ammosciato” in modo molto poco realistico e che ha reso il progetto irrealizzabile.
Il semovente ha di per se una forma e una mimetizzazione accattivanti che non potranno non interessare tutti gli appassionati dei mezzi dell’asse.